Lia non vede l’ora di poter “incontrare” qualche sacerdotessa di Umberlee e magari passarla a fil della sua Durindana, dato che insieme a Malar e Auril è una delle divinità che ha combattuto contro la sacra Hanali.
Al porto raccolgono molte informazioni e trovano un tempio di Umberlee, ma sembra che le sacerdotesse di quel luogo non siano coinvolte. Alcuni marinai, tra cui Sonner, suggeriscono loro di dirigersi da Healgaard, dove possono trovare Tenia, un’altra chierica di Umberlee che secondo loro è la causa della loro sfortuna.
Arrivano quindi nella capitale della Marca dell’Ovest e dopo un po’ di indagini trovano “Il Brigantino”, una grande locanda ricavata in una barca arenata… in cima a un picco! Qui riescono ad entrare nel grande tempio sottostante, ma vista la netta inferiorità numerica si guardano bene dal creare problemi. Raccolgono informazioni su Tenia e infine la trovano nella sua baracca costruita su uno scoglio.
La sacerdotessa come sente che sono stati mandati dal Sonner li attacca subito e poi si tutta in mare, sparendo dalla loro vista. Lia, temendo che Tenia voglia vendicarsi dei poveri marinai convince il gruppo a volare subito a Seagate ed avvertire i malcapitati. Riescono ad arrivare con un buon anticipo, in tempo per escogitare un piano che li possa tenere lontani dalla furia della chierica: con l’aiuto di Dara appiccano fuoco alle loro case inscenando la loro morte e scappano via lontani.
Scoprono finalmente la verità su tutta la vicenda: i pescatori hanno ucciso la madre di Tenia e le hanno rubato una ciotola sacra per assicurarsi una buona pesca, di contro i pescatori si difendono sostenendo che la perfida chierica li vessava pretendendo tributi. Ovunque sia la ragione grazie all’intermediazione di Lia riescono a rendere la ciotola a Tenia, salvare la vita dei pescatori e garantire una navigazione sicura verso Seagate.
Arriva finalmente il gran giorno del matrimonio, all’alba Bardamu, già praticamente ubriaco fradicio, officia alla celebrazione, coadiuvato da un chierico di Pelor che lo sorregge. Finalmente convolato a nozze Karrol predisponde un lauto banchetto e dispone i tavoli in modo che gli avventurieri possano passare inosservati: Dara si fa passare per una novizia di Hanali e con Lia siede al tavolo dei chierici, Dashmil e Nali sono al tavolo con Bash mentre il conte Drakeblade ha chiesto di avere al suo fianco Elwine.
Il motivo è semplice: la Mano Nera è stata assoldata per recuperare il Martello Piangisangue e il conte offre un accordo allo gnomo: gli darà il controllo del ramo della gilda nel Gran Corno se lui tradirà Nali e scambierà il martello con una copia. Elwine però rifiuta, preferendo restare fedele ai suoi compagni di avventura.
Il matrimonio viene ravvivato dal poposo arrivo dell’imperatore Arcadio, a cavallo di un drago d’oro. Arcadio si ferma poco e più che altro parla brevemente con Fares, il Marchese dell’Ovest, che sta avendo qualche problema con una banda di gnoll.
Ritemprati dal lauto banchetto riprendono il cammino e volando si dirigono verso la Lunga Fortezza, dovendo ancora fare rapporto al comandante Diavolo. Arrivati sul posto Remi Jossa si congratula con loro ma li avverte di un grande pericolo che incombe sull’impero: un gigantesco drago verde ha attaccato la fortezza e poi si è diretto verso ovest. Insieme a lui c’era uno strano gnoll con un marchio verde, motivo per cui gli hanno dato il nomignolo di “Coda Verde”. Prima di congedarli, data la grande risonanza che la loro impresa a Kuluth Mar ha avuto e che ormai i bardi stanno portando in giro le loro gesta, affibbia al gruppo un nome da battaglia:
Fiamme Vive